Riportiamo l'intervista completa al Presidente ASPIZ pubblicata sulla rivista FERTILIZZANTI n. 2 II trimestre 2015

ASPIZ è l’associazione nazionale dei produttori italiani di zolfi lavorati costituita nel 1997 presieduta dal Rag. Vito Falgares.

 

Attualmente i soci sono :

  1. Caltabellotta S.r.l.
  2. Pasquale Mormino & Figlio S.r.l.
  3. Raven-Zolfi S.r.l.
  4. S.A.I.M. Miniere di zolfo S.r.l.
  5. Solfochimica S.r.l.
  6. Zanuccoli Industrie Zolfi S.r.l.
  7. Zolfi Ventilati Mannino S.p.A.

L’associazione che non ha fini di lucro, si propone diversi obiettivi legati indissolubilmente allo zolfo e a tutte le problematiche giuridiche, tecniche e divulgative ad esso relative sia nell’aspetto tecnico/funzionale che in quello economico/giuridico.

In dettaglio gli scopi principali dell’associazione sono:

1) Rappresentare gli associati nei rapporti con le istituzioni ed amministrazioni, con le organizzazioni economiche, politiche, sindacali, culturali e ogni altra componente della società in relazione alle problematiche inerenti alla produzione e commercializzazione dello zolfo lavorato;

2) Provvedere all’informazione, consulenza ed assistenza degli associati, relativamente ai problemi di carattere tecnico e generale e su ogni materia nel campo della produzione e commercializzazione dello zolfo lavorato;

3) Promuovere ed organizzare direttamente o indirettamente ricerche, studi ed attività di stampa e di informazione, dibattiti e convegni, mostre e fiere nazionali ed internazionali sui beni e servizi prodotti dagli associati;

4) Istituire dei marchi di qualità con adeguata regolamentazione delle relative modalità di gestione;

5) Creare un meccanismo di rilevazione dati sulla produzione e commercializzazione dello zolfo in Italia da mettere a disposizione degli associati e di tutti gli organismi che ne avessero necessità per scopi tecnici, scientifici, statistici ecc.;

6) Promuovere ed incrementare l’impiego dello zolfo in agricoltura tradizionale e in agricoltura biologica.

 

ASPIZ è stata costantemente impegnata nella promozione della corretta informazione sugli usi e gli effetti dello zolfo mentre sul fronte istituzionale è presente nel gruppo Agrochimica di UNIONCHIMICA attraverso il quale dialoga costantemente con il Ministero della Salute in merito alle proposte di modifica/inserimento di nuove regolamentazioni nel campo dei fitofarmaci. Ha presenziato e sponsorizzato diversi eventi legati al mondo dello zolfo, per ultimo il congresso tenutosi lo scorso novembre 2014 a Porretta Terme con il tema “Lo Zolfo nel mito, nella storia e nella medicina moderna : Idrogeno solforato e acque solforose”.

Negli ultimi anni l’attività principale dell’ASPIZ è stata quella di seguire e vigilare sui profondi cambiamenti normativi che, a livello europeo prima e a livello nazionale dopo, hanno interessato lo zolfo come principio attivo. La Direttiva 91/414/CE ha incluso lo zolfo ed altre sostanze nel processo di revisione tossicologica e di efficacia di molti principi attivi utilizzati in agricoltura ed ha invitato i produttori e/o operatori a presentare gli studi di difesa entro giugno 2007. A seguito di ciò è stata costituita una task force di lavoro e di difesa del principio attivo zolfo che ha prodotto studi tecnici e scientifici che hanno dimostrato l’efficacia e la non tossicità dello zolfo nella difesa delle piante da alcune malattie fungine (oidio) sia in agricoltura tradizionale che in biologico e nel 2009 la Direttiva 2009/70/CE ha formalmente incluso il principio attivo zolfo nell’Allegato I, ovvero nella lista “positiva” delle sostanze non nocive alla salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente.

Dopo l’inserimento della sostanza attiva in allegato I è iniziata la fase di valutazione nazionale della documentazione presentata dalle aziende (Allegato III) per sostenere i prodotti che contengono la sostanza attiva revisionata. Pertanto gli associati dell’ASPIZ hanno preparato dei dossier integrativi sottoposti nel 2012 alla valutazione del Ministero della Salute, che contengono studi di efficacia e di tossicità, relativamente ai formulati commerciali. Allo stato attuale siamo in attesa dell’esito del processo di valutazione da parte dell’organismo preposto al controllo di tali studi.

 

Abbiamo chiesto al Presidente di ASPIZ, Vito Falgares, di fornirci alcune informazioni sullo zolfo. Riteniamo infatti che molti aspetti relativi a questo importante elemento non siano ben conosciuti o, peggio, equivocati.

 

Innanzi tutto, qual è attualmente l’origine dello zolfo?

“Tutto lo zolfo in commercio deriva dalla desolforazione di petrolio greggio (raffinerie) o di gas. Normalmente il petrolio greggio ne contiene tra 0,5% e il 5% mentre il gas può arrivare sino al 10%. La vecchia estrazione da miniera divenuta antieconomica dagli anni 50, è praticamente azzerata. In ogni caso sia l’efficacia, che l’efficienza del prodotto, prescindono dalla fonte di estrazione qualunque essa sia (miniera, petrolio, gas).”

 

Qual è la situazione del mercato dello zolfo?

“Il prodotto negli ultimi tempi sta diventando meno abbondante che nel passato a causa della chiusura di molte raffinerie (primaria fonte di approvvigionamento) sia in Italia che in Europa. Questo ha provocato un aumento dei prezzi della materia prima a causa di minore offerta presente sul mercato.”

 

Come possiamo valutare il rapporto di costi tra zolfo e fungicidi sistemici?

“A fronte dell’aumento della materia prima e dei maggiori costi sostenuti da tutti i produttori degli zolfi lavorati per la produzione dei Dossier per la difesa del principio attivo in ambito Comunitario, secondo la Direttiva 414/91/CE, lo zolfo lavorato rimane tutt’ora il prodotto nettamente più economico rispetto a quelli alternativi (i sistemici di sintesi) e sempre efficace, perché non crea assuefazione nei funghi patogeni che combatte; inoltre lo zolfo che cade nel terreno svolge anche una azione ammendante e nutritiva indispensabile per la crescita e la salute di tutte le piante (ogni coltura assorbe dal terreno da 25 a 80 kg per ettaro). Oggi i terreni agricoli sono più poveri di zolfo anche con la scomparsa delle “piogge acide”, pertanto lo zolfo che viene erogato con i trattamenti sulle colture, cadendo in parte sul terreno, sopperisce a questo impoverimento.”

 

Qual è l’andamento dei consumi di zolfo in agricoltura

“Negli ultimi anni c’è stato un trend in calo dei consumi dovuto all’estirpazione dei vigneti e a fattori contingenti legati all’utilizzo di prodotti diversi. Peraltro, registriamo ultimamente un’inversione, forse dovuta al maggior utilizzo in agricoltura biologica e forse anche alla crisi economica nel settore agricolo, che ha favorito l’uso di prodotti a base di zolfo più economici, ma sempre validi.”

FERTILIZZANTI N 2 II TRIM 2015_Servizio publiredazionale ASPIZ

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